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Il 10 Luglio 1995 la scomparsa di Simona Orlini commosse tutta la comunità ascolana, non solo per la notorietà dei genitori, ma soprattutto perchè la città perse una giovane estroversa, simpatica, coinvolgente e generosa. La 23enne ascolana perse la vita in un incidente a Villa Rosa di Martinsicuro quando la sua vettura, non per sua responsabilità, si scontrò contro quella di un 25enne di Roseto che poco prima aveva invstito e ucciso un'altra donna: anche il giovane abruzzese morì in quella tragica notte. L'ultimo atto di Simona su questa terra fu proprio legato alla sua generosità: le ferite riportate nel sinistro erano troppo gravi e non ci fu nulla da fare per salvarla. Interpretando quella che sarebbe stata la volontà della figlia, nel dolore estremo del momento mamma Elisabetta e papà Tonino, dopo la constatazione della morte cerebrale di Simona, diedero il loro assenso al prelievo degli organi. Un atto d'amore di una ragazza piena di vita, che, perdendo la sua, ha dato speranza ad altre persone sofferenti. Un atto perpetuato con l'opera meritoria della Fondazione che porta il suo nome a favore dei più svantaggiati. La Fondazione nasce l'8 maggio 1998 con l'insediamento del consiglio di amministrazione previsto dallo statuto. In questa data ha inizio l'attività della Fondazione Simona Orlini, il cui scopo è l'organizzazione e l'attuazione di iniziative di significativo interesse sociale, culturale, morale e solidaristico, rivolte a singole persone, gruppi e comunità.
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